Percorsi storici > Spostamenti forzati di popolazione
Le pulizie etniche




In base alle teorie e alle prassi elaborate a partire dalla prima guerra mondiale e dalla nascita della Società delle Nazioni, il problema delle minoranze etniche negli stati multinazionali poteva essere risolta con cinque politiche diverse: la tutela delle minoranze, la modifica dei confini in modo da includere una minoranza nel proprio stato nazionale "di appartenenza", l'assimilazione, lo spostamento forzato e lo sterminio. Quella che segue è una delle tante classificazioni possibili, tenendo presente che le categorie si possono sovrapporre:

1. tutela delle minoranze;
2. modifica dei confini;
3. assimilazione;
3.1. dispersione della minoranza, mediante la deportazione interna nel territorio dello stato, al fine dell'assimilazione [ucraini in Polonia, 1947];
4. spostamento forzato;
4.1. espulsione forzata fuori dei confini dello stato [tedeschi dopo il 1945; palestinesi nel 1948-49];
4.1.1. scambio: l'opzione 4.1. è attuata da due stati confinanti che si scambiano parti della propria popolazione [Grecia e Turchia 1922-23; India e Pakistan 1947-49];
4.2. deportazione «strategica»: spostamento di una minoranza lontana dai confini dello stato, durante o in vista di una guerra. Può coincidere con 3.1. [tedeschi ed ebrei in Russia, 1915-17; finlandesi, tedeschi, polacchi, coreani, popolazioni turche del Caucaso in URSS, 1935-1945];
4.3. deportazione repressiva: la deportazione è il mezzo per controllare un territorio colpendo una popolazione non assoggettata completamente allo stato, spesso in stato di rivolta permanente contro di esso [ceceni in URSS, 1944];
5. sterminio della minoranza (genocidio) [ebrei nell'Europa occupata dai nazisti, 1941-1945];
5.1. genocidio-deportazione: genocidio attuato mediante e contemporaneamente a una deportazione [armeni nell'Impero Ottomano, 1915].

La progressione dei punti indica anche un crescente ricorso alla violenza (che nei punti 1 e 2 è assente). I casi 3 e 4 possono rientrare nella definizione di "pulizia etnica", così come la misura estrema costituita dal genocidio. Nell'esperienza storica novecentesca, a partire dalla generalizzazione (inizialmente in Europa, poi, dopo il secondo conflitto mondiale e la decolonizzazione, in tutto il mondo) del modello dello stato-nazione, i casi di pulizia etnica si sono moltiplicati. Sebbene infatti gruppi di popolazione variamente definiti, in base alla differenziazione sociale o alla fede religiosa, siano stati sottoposti a spostamento forzato anche nel XX secolo, i trasferimenti forzati basati sulla discriminante etnico-nazionale sono stati di gran lunga il fenomeno più frequente. Come ha messo in evidenza Terry Martin, in Europa l'epicentro geografico di questo fenomeno è stato il "confine eurasiatico" a forma di "L" che va dal mar Baltico al mar Caspio, passando da nord a sud per l’Europa orientale e i Balcani, da ovest a est per l’Anatolia e il Caucaso. La "pulizia etnica", in base alla definizione fornita da una commissione ufficiale delle Nazioni Unite durante il conflitto jugoslavo, mira a "rendere un'area etnicamente omogenea usando la forza o l'intimidazione per rimuovere dall'area data persone di un altro gruppo etnico o religioso". Altri hanno parzialmente contestato questa definizione. Bell-Fialkoff preferisce definire la pulizia etnica come un "rimozione pianificata e deliberata da un territorio determinato di una popolazione indesiderata" definita sulla base del criterio etnico (BELL-FIALKOFF A. , Ethnic Cleansing, London, St. Martin, 1996, p. 3). Terry Martin fornisce una definizione analoga: "il trasferimento forzoso di una popolazione definita etnicamente da un dato territorio" (MARTIN T. , The Origins of Soviet Ethnic Cleansing, "The Journal of Modern History", n. 70, 1998, p. 817n), dal momento che i casi in cui un territorio venga reso etnicamente omogeneo sono una minoranza tra quelli interessati dai fenomeni di pulizia etnica. La regola è piuttosto l'espulsione di una particolare segmento della popolazione, magari da una regione in cui sono presenti più di due gruppi definiti etnicamente: un esempio è la deportazione-genocidio degli armeni dell'Impero ottomano nel 1915, espulsi (e poi in gran parte uccisi) da zone abitate da popolazioni turche e curde.

 



 
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