Percorsi storici > Omosessuali sotto il nazismo
Le lesbiche



Rapporto di un informatore

Rapporto dei servizi segreti

Lettera dal Ministro della Giustizia del Reich


Il dibattito sull’omosessualità femminile

Di lesbismo si inizia a parlare, un po' in tutta Europa, dopo la pubblicazione di un romanzo inglese sulla storia di alcune lesbiche, "The Well of Loneliness" di Radclyffe Hall ("Il pozzo della solitudine", 1928), testo che scandalizza il perbenismo borghese più di precedenti libri che, non essendo stati censurati a differenza di questo, non avevano ricevuto altrettanta popolarità. Negli stessi anni la questione delle lesbiche interessa il parlamento tedesco. Le leggi antiomosessuali, prima e durante il nazismo, si riferiscono ai gay ma non alle lesbiche, che non subiscono una persecuzione sistematica, nonostante alcuni nazisti a partire dal giurista Rudolf Klare desiderino che il codice penale condanni nello specifico anche il lesbismo, nel timore che donne omosessuali seducano donne eterosessuali - e difatti la questione se inserire o meno il lesbismo nel paragrafo 175 continua ad essere dibattuta sino all’inizio della guerra. Tuttavia, di principio l'omosessualità femminile non è considerata una minaccia sociale o sessuale sia perché non è organizzata in partiti politici o in un "Männerbund" ("gruppo di amici"), sia soprattutto perché non entra in contraddizione, a differenza dell'omofilia maschile, con la procreazione che è nell'ideologia nazionalsocialista il vero scopo della famiglia - la penalizzazione dell'omosessualità, dice nel 1934 la Commissione per la riforma del Codice Penale, serve a preservare la fertilità e quindi non tocca le donne che sono sempre in grado di procreare.

Il perbenismo contro le donne

Il ruolo della donna, e in particolare della donna ariana, è infatti quello di badare alla casa e a crescere i figli, e anche le lesbiche possono farlo senza essere perseguitate, purché la loro condotta non sia scandalosa. Tuttavia, l'organizzazione di un movimento lesbico attorno a locali di ritrovo come il Dorian Gray o il Flauto Magico di Berlino e la diffusione di pubblicazioni ritenute immorali - ad esempio "Frauenliebe", "Amore femminile" - causano già alla fine degli anni Venti la reazione dei conservatori. Dal 1933 sono poi costretti al silenzio anche i gruppi del movimento femminile, volto alla promozione di pari diritti tra i generi e di un ruolo sociale della donna anche al di fuori dalle mura domestiche: tutte le donne, lesbiche e non, devono sottostare alle regole sociali borghesi nazionalsocialiste. A questo proposito, è indicativo il fatto che le paure naziste per l’emancipazione femminile portano a identificare tutte le donne anticonformiste con le "donne mascolinizzate", prive della femminilità tradizionalmente intesa e quindi soggette al pericolo dell'omosessualità - come emerge anche dal famoso discorso omofobico di Heinrich Himmler a Bad Tölz, nel 1937. Tra le attiviste del movimento omosessuale lesbico si ricorda Annette Eick, costretta a fuggire all'estero anche perché ebrea. Anche in ambito sessuale, la donna è 'per natura' sottomessa all’uomo e la morale non prevede né forme di emancipazione, né scelte libere - incluso il lesbismo. Per sfuggire la persecuzione della diversità e dell'autonomia femminile in campo anche sessuale, non poche donne ricorrono a matrimoni di comodo con eterosessuali o con omosessuali e conducono una doppia vita psicologicamente logorante. Dal punto di vista nazista, le lesbiche sono meno numerose dei gay, in genere più discrete (si afferma anche che il vizio omosessuale non inficia il loro cervello, come invece accade agli uomini), non mettono in pericolo la purezza del sangue germanico quanto il comportamento immorale degli omosessuali uomini, tutte ragioni per cui la loro persecuzione avviene su scala minore e, nello stesso tempo, è meno visibile e riconoscibile.

I provvedimenti nazionalsocialisti

I bar lesbici vengono chiusi al pari di quelli gay, e le pubblicazioni lesbiche come "Die Freundin" (La amante) sono vietate perché immorali, si diffondono denunce e delazioni ma rispetto agli uomini solo poche donne sono arrestate dalla Gestapo. Le donne sospette di lesbismo non sono legalmente perseguite e mandate in campo di concentramento nella stessa misura degli uomini, tuttavia vi sono prove della loro presenza nei campi di concentramento sin dai primi anni del regime nazista, e soprattutto esse sono già dal 1936 oggetto di programmi di rieducazione in centri psichiatrici, primo tra tutti all'Istituto di Ricerca Psicologica e di Psicoterapia a Berlino. La persecuzione delle lesbiche avviene di solito con motivazioni ufficiali diverse dall’omosessualità - ad esempio, sono perseguite come ebree, come prigioniere politiche, come criminali comuni (soprattutto prostitute), come asociali. Nei lager, le lesbiche sono catalogate con le prostitute, nella categoria delle pervertite, e non come omosessuali. Alcune sono costrette a lavorare nei bordelli dei lager. E' pertanto difficile valutare l'entità della loro persecuzione e del loro sterminio; sembra tuttavia che alcune donne siano state deportate solo perché omosessuali. Se nei verbali di arresto di Henny Scherman (1912-1942) vi è un riferimento al suo orientamento sessuale ma la principale infrazione è l'essere ebrea e per di più non in regola con i documenti di identificazione, diverso è il caso (documentato dalla studiosa Claudia Schoppmann) di Elli Smula e Margarete Rosenberg, deportate il 10 novembre 1940 a Ravensbrück perché lesbiche - lo attestano senza ombra di dubbio i documenti di immatricolazione nel lager; non potendo però essere inserite tra i prigionieri omosessuali per mancanza di una disposizione specifica sull’omosessualità femminile, viene assegnato loro il triangolo rosso delle prigioniere politiche. Anche Elsa Conrad, lesbica, è deportata nel 1937 nel lager femminile di Moringen a causa del suo orientamento sessuale. Peggiore è invece la situazione delle lesbiche in Austria: il paragrafo 129 che sancisce la penalizzazione dell'omosessualità riguarda infatti anche loro, e continua ad essere applicata anche dopo l'annessione alla Germania nel 1938.

 



 
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EVENTI

Legislazione anti-
omosessuale (fine XVIII - inizio XIX secolo)

Il nazismo: trasformazione della tradizione


TEMI

Gli omosessuali italiani sotto il fascismo


VOCI ENCICLO-
PEDICHE

Annette Eick (1909)

Henny Scherman (1912-1942)

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