Percorsi storici > Omosessuali sotto il nazismo
La persecuzione nei Paesi annessi al Reich



Testimonianza di Pierre Seel

Pene per gli omosessuali nei Paesi Bassi

Rapporto del Commissario Generale


Premessa

Poco si conosce sul destino degli omosessuali nei Paesi conquistati dal Terzo Reich, dove non sempre viene applicata la legislazione vigente in Germania. Ad oggi, è nota la persecuzione di omosessuali nel Protettorato di Boemia e Moldavia, nel Governatorato di Polonia, nei Paesi Bassi e nelle parti annesse della Francia. Tuttavia, l'applicazione delle leggi tedesche in materia sessuale non è né univoca né facile: i Paesi occupati hanno tradizioni legislative assai difformi - Francia, Belgio e Italia non penalizzano atti omosessuali tra adulti consenzienti, sulla scia delle riforme egalitarie della Rivoluzione Francese, mentre Paesi anglosassoni come la Svezia condannano l’omofilia già prima dell’invasione nazista - e soprattutto, poiché l'intento hitleriano è preservare e rafforzare la razza ariana (con politiche di difesa della moralità e della famiglia), è importante punire e correggere l'omosessualità delle popolazioni ariane. Infine, i nazisti necessitano di avvalersi della collaborazione delle forze giudiziarie e di polizia locali, che non dappertutto sono sufficientemente solerti e a volte, come nei Paesi Bassi, deludono e preoccupano l’occupante a causa della loro inaffidabilità.

Austria e Polonia

Nei territori occupati la politica nazista in materia di omosessualità varia molto: ad esempio, in Austria dopo l'Annessione del 1938 vige la stessa legislazione della Germania - resta in vigore il paragrafo 129b del codice penale che, dal 1852, condanna le "relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso" - e gli omosessuali austriaci sono equiparati a quelli tedeschi; in Polonia invece i nazisti decretano che eventuali atti omosessuali tra polacchi non danneggiano il sangue tedesco e quindi sono da valutare e penalizzare di caso in caso, anche se le SS hanno diritto arbitrario a comminare pene, compresi la deportazione in lager e la pena di morte, e si può supporre che gli omosessuali polacchi finiti in mano alle SS incorrano nel loro odio.

Paesi Bassi e Francia

Diversa è poi la situazione della Francia e dei Paesi Bassi: qui gli omosessuali non sono discriminati dall'inizio dell'Ottocento, nel primo caso sulla scia della Rivoluzione Francese e nel secondo caso grazie alla tolleranza delle istituzioni - l'articolo 248b del codice penale del 1911 penalizza solo atti omosessuali che coinvolgano un minorenne. Con l'occupazione tedesca del 1940, viene imposta anche nei Paesi Bassi la severa legislazione antiomosessuale tedesca, sebbene resti in vigore la preesistente legge locale; il compito di individuare e perseguire gli omosessuali spetta alla polizia locale ad eccezione dei casi in cui siano coinvolti membri delle SS o della Wehrmacht. Tra 1940 e 1943 sono indagati 138 uomini e ne vengono condannati 90; la scarsa collaborazione delle autorità olandesi e la mancanza di professionalità nella conduzione delle indagini e nel procedere contro gli omosessuali sono per i nazisti motivo di cruccio. Tra i perseguitati si ricorda Willem Arondeus, impegnato nella Resistenza. Il Governo francese collaborazionista di Vichy (1940-1944) di Henry Philippe O. Pétain (1856-1951) introduce in Alsazia-Lorena la politica razziale tedesca in tutti i suoi aspetti, compresa la legislazione antiomosessuale (legge 744, paragrafo 334 del Codice Penale, agosto 1942); dal 1940 gli omosessuali identificati sono deportati nel sud della Francia, ancora non occupato ma già controllato dai tedeschi. Tra il 1940 e il 1942, 95 omosessuali sono espulsi dall'Alsazia e di loro 10 sono internati (9 con un provvedimento temporaneo e uno in forma preventiva); tra 1941 e 1944 si contano almeno 207 deportati francesi per omosessualità. Anche in Francia, come in Germania, la fine della guerra non segna la conclusione della sofferenza degli omosessuali: Charles De Gaulle (1890-1970) ratifica la penalizzazione dell’omosessualità, e solo nel 1982 François Mitterrand (1916-1996) depenalizza gli atti omosessuali tra adulti consenzienti. Dopo quattro anni di ricerche, nell'aprile del 2002 la "Fondation pour la Mémoire de la Déportation" di Parigi ha stilato un rapporto in cui compaiono i nomi di 210 francesi internati dai nazisti come omosessuali - provenienti sia dalle regioni annesse al Reich dell'Alsazia e della Lorena, sia dai territori della Francia occupata. Nonostante il governo francese e le associazioni dei sopravvissuti si oppongano da decenni al riconoscimento delle vittime omosessuali del nazismo, si spera che le prove raccolte dalla Fondation permettano finalmente agli omosessuali sopravvissuti di essere inclusi tra i perseguitati, e di avere quindi diritto alla memoria e a risarcimenti economici.

 



 
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EVENTI

La sopravvivenza


VOCI ENCICLO-
PEDICHE

L’Alsazia sotto i nazisti (1940-1944)

Willem Arondeus (1895-1943)

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