Percorsi storici > Omosessuali sotto il nazismo
Vita e morte degli omosessuali in alcuni lager tedeschi



Testimonianza di Heinz Heger

Testimonianza di Heinz Dörmer

Testimonianza di Gerhard S.

Testimonianza di Paul-Gerhard Vogel

Rapporto del lager di Buchenwald


A Buchenwald, fino all’ottobre 1938 gli omosessuali sono inseriti nei blocchi dei politici, poi vengono inviati in un battaglione di punizione, mentre nell'estate del 1942 iniziano ad essere impiegati insieme agli altri prigionieri nell’industria bellica. Nel 1944 producono missili V-2 nel sottocampo di Dora, presso Nordhausen. Nel lager, i gay fanno parte dei prigionieri sistematicamente uccisi per il divertimento delle SS, che traggono soddisfazione non solo dal possesso del diritto di vita e di morte, ma anche dal potere di elargire la vita se i detenuti superano particolari prove, ovviamente impossibili, come trasportare pietre enormi. Si calcola che circa un migliaio di omosessuali sia passato da Buchenwald tra il 1938 e il 1945. Molti sono stati poi spostati in altri lager: Bergen-Belsen, Dachau, Dora, Gross Rosen, Lublino, Mauthausen, Natzweiler, Neuengamme, Ravensbrück, Sachsenhausen. Non si conosce invece l'entità dei decessi in seguito a esperimenti medici volti a curarne l'omosessualità e alla castrazione, mentre si sa di numerosi omosessuali deportati a Flossenbürg, dove le SS creano gruppi di lavoro composti da soli gay e costituiti da dieci quindici membri al massimo e costretti a lavorare nelle cave estrattive di granito: un lavoro particolarmente duro, cui di preferenza vengono assegnati solo ebrei e omosessuali. Assai vasto è il numero dei deportati omosessuali a Sachsenhausen, dove sono costretti a lavorare nel commando "Klinlerwerk", il mattonificio, famoso per la sua particolare durezza: le condizioni atmosferiche avverse, il nutrimento scarso, la fatica fisica, il vestiario insufficiente, i maltrattamenti continui causano la morte dei prigionieri in poche settimane. Nel 1941 il commando Klinker ottiene lo status di sottocampo di Sachsenhausen, e vengono costruite in loco le baracche per i prigionieri in modo che non debbano più recarsi a lavorare ogni giorno da Sachsenhausen. Dal 1942 i prigionieri, anche omosessuali, sono impiegati nella produzione bellica, ma l’uso della manodopera omosessuale è subordinato allo sterminio deliberato: nella sola estate del 1942, da luglio a settembre, sono assassinati in una apposita campagna di morte 89 omosessuali nel sottocampo di Klinker. Nel campo di Sachsenhausen, una delle pene sadiche cui sono condannati i prigionieri gay consiste nel testare la durata di nuove suole sintetiche: i detenuti sono costretti a correre per una quarantina di chilometri ininterrottamente, pena le botte o essere sbranati dai cani che li inseguono affinché non si fermino; spesso corrono sino a cadere esausti a terra - cosa che comporta la morte certa. Tra il 1936 e il 1945 passano per Sachsenhausen circa 1.200 omosessuali; di questi tra il 1939 e il 1943 ne muoiono oltre 600. Sachsenhausen è il lager su cui si hanno maggiori informazioni riguardo la detenzione di omosessuali, grazie alla fortunata preservazione dei documenti del campo - in parte conservati a Mosca e solo di recente visionati dagli storici; è stato sinora possibile risalire ai nomi di settecento omosessuali rinchiusi nel lager, una cifra notevole rispetto alle notizie sugli omosessuali negli altri campi di concentramento. Interessanti sono poi le notizie di solidarietà tra i prigionieri gay, che riescono persino ad organizzare eventi culturali - l'artista Richard Grune (1903-1983) crea due libri con canzoni del campo - o ad aiutarsi nelle condizioni più disperate, come nel caso dei prigionieri che, lavorando in infermeria, cercano di alleviare le sofferenze dei compagni malati. Per alcuni omosessuali, la salvezza giunge attraverso lavori amministrativi o di chiesa, mentre altri cercano di sopravvivere elargendo favori sessuali ai "Kapò" in cambio di protezione - anche se corrono sempre il rischio di essere scoperti dalle guardie e sono sempre sottoposti ai mutevoli capricci dei loro protettori, che quando si stancano di loro li mandano a morte per scegliere altri favoriti. La sorte di circa duemila omosessuali provenienti soprattutto da Berlino e da Amburgo è invece la zona dei lager di Emsland, dove molto alta (tra il 20% e il 50%) è la percentuale dei prigionieri gay; due terzi di loro lascia i campi per altre destinazioni o vi muore.

 



 
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EVENTI

Lo sterminio degli omosessuali

Gli omosessuali nei lager


VOCI ENCICLO-
PEDICHE

Omosessuali nei lager

Trasporti con prigionieri omosessuali da Buchenwald

Buchenwald

Dachau

Flossenbürg

Gross Rosen

Mauthausen

Neuengamme

Ravensbrück

Sachsen-
hausen

Richard Grune (1903-1983)

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