Percorsi storici > Omosessuali sotto il nazismo
Movimenti giovanili e omosessualità




I giovani contro la generazione dei padri

La riscoperta del corpo avviene ad opera della giovane generazione in lotta per l'autenticità contro il moralismo prevalente dell'epoca guglielmina, che a loro parere è imborghesita e ipocrita e rappresenta una delusione degli ideali nazionalisti della generazione dei genitori, il cui idealismo promotore dell'unificazione tedesca è decaduto dopo il 1871 in un appiattimento di idee e di comportamenti. I ragazzi si ispirano ora all'antica Grecia, alla natura, alle tradizioni germaniche del passato remoto, rivisitate e rinnovate; diffondono l'usanza delle escursioni in campagna, del nudismo, della ginnastica e del culto del corpo (virile e muscoloso), del rifiuto di alcool e di cibi non vegetariani; si dichiarano portatori di una ventata di rinnovamento che farà grande la Germania e in cui spesso penetrano ideali patriottici e ideologie razziste - in sintonia con movimenti reazionari, che però provano diffidenza e avversione per i gruppi di giovani che considerano non rispettabili a causa della pratica nudista, e che accusano di omosessualità per la presenza di soli maschi con forti legami di amicizia. Ad esempio, forti polemiche suscita un testo, scritto da un teorico del primo movimento giovanile Hans Blüher (1888-1955), sulla naturale attrazione omoerotica negli antichi.

La nascita dei gruppi giovanili

A cavallo tra Ottocento e Novecento nasce una sorta di "mitologia giovanile"; nell’ultimo decennio del XIX secolo lo studente berlinese Hermann Hoffmann organizza il primo gruppo di studio che spesso fa anche gite in campagna - grande conquista per una gioventù tra le più represse d'Europa dai tempi di Lutero; nel 1896 lo studente di un collegio berlinese, Karl Fisher, ottiene di organizzare legalmente un gruppo giovanile, che nel 1901 assumerà il nome di "Wandervögel" (uccelli migratori). Fisher e Hoffmann sono molto amici e sostengono la necessità di riscoprire la natura e la comunità ("Volk") contro l’individualismo, le tradizioni culturali degli antichi germani, l'esaltazione estetica del corpo. Al loro gruppo ne seguiranno molti altri in tutto il Paese; tutti i gruppi giovanili, ad eccezione di quelli comunisti ed ebraici (sciolti con la forza dal nazionalsocialismo) confluiranno più o meno spontaneamente nelle organizzazioni naziste: il nazismo è infatti il primo movimento politico a dare attenzione alle esigenze dei giovani, disprezzati dagli altri partiti e dai governi precedenti. I nazisti hanno successo tra i giovani perché danno loro ascolto, li trattano come adulti, ne incoraggiano la ribellione. Per sentirsi appartenenti al popolo e legittimarsi agli occhi di chi li considera degli outsider, anche molti gay aderiscono al nazismo, nonostante l'omosessualità sia già avversata chiaramente - il Programma del partito, del febbraio 1920, dichiara di avere come nemico chi disprezza la dignità del popolo tedesco, inteso come virile. Come in tutte le comunità monosessuali, anche nel Wandervögel è diffuso l'omoerotismo, senza che i giovani siano per questo omosessuali. Tuttavia, il fatto che alcuni capi del movimento giovanile siano dichiaratamente omosessuali susciterà uno scandalo tale da indurre il nazismo ad epurare il movimento degli elementi più compromessi.

Dai movimenti giovanili alla Hitlerjugend

I movimenti giovanili che non si sciolgono da soli saranno poi costretti a confluire nella "Hitlerjugend" (la "Gioventù Hitleriana"), che inquadra e educa al nazionalsocialismo i giovani tedeschi sin dall'infanzia, privandoli di qualsiasi velleità di autonomia. Tra i compiti primari della Hitlerjugend, oltre a formare il cittadino nazionalsocialista, vi è quello di lottare contro la degenerazione, quindi anche contro l'omosessualità dei cittadini e soprattutto nelle proprie fila. Il numero di condanne in base al paragrafo 175 tra i giovani e nella Hitlerjugend aumenta con gli anni, anziché diminuire: i giovani sono il 12% dei condannati tra 1933 e 1939, poco meno del 16% nel 1941 e il 24% nel 1942; la dirigenza della Hitlerjugend legge i dati come segno della maggiore presa dell'omosessualità tra i giovani, e quindi intensifica la lotta in nome della moralità. Ad ogni modo, i rapporti tra nazismo e giovani non saranno mai risolti, tra quanti si opporranno tenacemente all'omoerotismo giovanile, primo tra tutti Heinrich Himmler (1900-1945), e quanti invece cercano, nei primi anni di diffusione e di consolidamento del partito nazista, di legittimare l'omosessualità nell’ideologia hitleriana - come nel gruppo di intellettuali con a capo il poeta omosessuale Stefan George (1868-1933); alla cultura 'georgeana' appartiene però anche il testo di Kurt Hildebrand "Norm, Entartung, Verfall" ("Norma, degenerazione, decadenza"; Berlino, 1934) in cui viene esaltato l'amore virile dell'antica Grecia e condannata l'omosessualità scandalistica effeminata, e idee analoghe sono espresse da Alfred Baeumler in "Unione maschile e scienza". Sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il problema dell'autonomia dei giovani continuerà a preoccupare la dirigenza politica tedesca: una volta eliminati o riassorbiti gli "Jugendgruppen", un problema preoccupante sarà la formazione di gruppi illegali, costituiti per lo più da ex membri dei gruppi giovanili, a partire dalla "Bundjugend" (attiva dal 1936 e proibita nuovamente nel 1939); pene severe saranno comminate a quanti mantengono vive le tradizioni dei vecchi gruppi giovanili ma senza risultati concreti.

 



 
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EVENTI

Il nazismo: trasformazione della tradizione


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PEDICHE

Heinrich Himmler (1900-1945)

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