Percorsi storici > Omosessuali sotto il nazismo
Società e omosessualità: fine XIX - anni Venti del XX secolo



L’omosessualità tedesca vista dalla Francia


A cavallo tra Ottocento e Novecento, insieme alla diffusione di bar, locali, punti di ritrovo, si formano gruppi di amici omosessuali che possono incontrarsi più liberamente e che danno vita ai germi di un movimento omosessuale consapevole, volto a promuovere la parità di diritti. Un evento di particolare importanza per la presa di coscienza dell'opportunità di depenalizzare l'omosessualità è nel 1895 il processo inglese a Oscar Wilde (1854-1900), a seguito del quale la rivista socialdemocratica tedesca "Die Neue Zeit" scrive un articolo che non assolve gli omosessuali dall'accusa di malattia (pur escludendo il vizio), ma afferma comunque l'inadeguatezza del paragrafo 175, letto come una parzialità rispetto al trattamento riservato alle donne - per quale motivo, si chiedono i socialdemocratici, gli uomini sono puniti per l’abuso sessuale su altri uomini ma non sulle donne, che la società patriarcale non protegge? La società tedesca è tuttavia attraversata da profonde lacerazioni, e accanto ai sostenitori della tolleranza vi sono i ben più numerosi attaccanti dei costumi omosessuali. Nella crociata contro l'omosessualità si distinguono non solo medici e antropologi, ma anche movimenti reazionari e di destra, difensori della moralità e della famiglia tradizionale, e le chiese, quella protestante in primo luogo. E' soprattutto l’atteggiamento delle istituzioni ecclesiastiche a radicare nella popolazione l’avversione per l’omofilia e per l’omosessualità, e a far sì che la persecuzione di gay, lesbiche e transessuali avverrà con il silenzio o con il tacito consenso delle masse. La diversa posizione della chiesa nei confronti dell'eutanasia e della sterilizzazione - che ad ogni modo tocca anche molti omosessuali - comporterà invece una diffusa critica della politica razziale nazista che uccide o sterilizza decine di migliaia di persone; le critiche degli ecclesiastici si diffonderanno tra la popolazione tedesca tanto che i nazisti saranno costretti a ridimensionare, sino a concludere, il "programma T-4" designante lo sterminio di handicappati fisici, malati mentali, persone considerate inutili, asociali, pericolose. Ad ogni modo, le opposizioni al cosiddetto programma eutanasia non saranno mai politiche ma emotive, coinvolgendo esse legami familiari, affetti, solidarismo religioso verso i deboli per tradizione difesi dalle chiese.
Nella Germania uscita sconfitta dalla Prima Guerra Mondiale, la fragile democrazia di Weimar si trova dilaniata dall'inflazione, dalla disoccupazione, dalla crescita di movimenti nazionalisti e reazionari, dalle tensioni sociali; l'estrema destra cresce grazie al clima d'insicurezza e di paura diffuso tra la popolazione e tra i suoi primi bersagli, dopo comunisti ed ebrei, vi sono altri gruppi disprezzati quali gli omosessuali. Già nel 1921, un gruppo razzista attenta alla vita di Magnus Hirschfeld all'uscita da una conferenza a Monaco; due anni dopo a Vienna Hirschfeld subisce un secondo attentato mentre giornali nazisti o simpatizzanti della destra estrema si scagliano contro locali ed esponenti omosessuali o transessuali. Per quanto riguarda invece l'opinione pubblica tedesca, una crescente avversione e paura nei confronti dei gay possono essere fatte risalire al 1924, grazie ad un fatto di cronaca nera sapientemente strumentalizzato dai nazisti - ad Hannover, città con il più alto numero di omosessuali insieme a Berlino e a Monaco (anche grazie ad una propria legge del 1840 che non penalizza l'omosessualità) un omosessuale squilibrato, ma che è anche un informatore di polizia, uccide e fa a pezzi, dopo averli adescati, numerosi ragazzi. I giornali, a partire da "Der Angriff" ("L’Attacco"), sfruttano la vicenda per fomentare le paure popolari e i pregiudizi antiomosessuali, mentre i nazisti si scagliano contro gay ed ebrei, e soprattutto contro il "Comitato Scientifico Umanitario" di Hirschfeld a Berlino. Particolarmente attivo contro i gay è il giornale nazista "Völkischer Beobachter" ("Osservatore Popolare"); che grida allo scandalo quando, nel 1928, Hirschfeld viene invitato in una scuola superiore a parlare del suicidio giovanile. Lo stesso anno, il partito nazionalsocialista dichiara propri nemici gli omosessuali, accusandoli di diffondere il loro "male" nella società tedesca e di intaccare la sua sana mascolinità e la sua capacità riproduttiva.

 



 
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EVENTI

La vita gay in Germania: fine Ottocento - primo Novecento

Il nazismo: trasformazione della tradizione


TEMI

Scienza e omosessualità


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Magnus Hirschfeld (1868-1935)

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