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Progetto Lebensborn



Tecniche di germanizzazione


Il 12 dicembre 1935 Heinrich Himmler istituisce il progetto "Lebensborn" ("sorgente di vita"), un programma di viricultura nazionale preposto ad assicurare a bambini razzialmente puri, generati attraverso matrimoni ed accoppiamenti calcolati tra SS e donne tedesche con "pedigree", cure ed una educazione adeguate al loro valore razziale. Si gettavano così le basi per la razza germanica del futuro, di cui i nascituri del Lebensborn avrebbero costituito la classe dirigente. Secondo Himmler, applicando agli uomini le tecniche di riproduzione già sperimentate sugli animali, nel 1980 la Germania avrebbe potuto contare su 120 milioni di tedeschi "purosangue". Almeno 14.000 bambini furono concepiti all'interno delle cliniche Lebensborn. Non esistono comunque stime precise per ciò che riguarda il numero dei nati, anche perché, a fianco delle strutture ufficiali (sei in Germania e, dopo l’occupazione, nove in Norvegia, una in Francia e una in Belgio), ne esistevano altre.


Dopo il 1939 le cliniche Lebensborn inizieranno ad essere usate soprattutto per allevare bambini rapiti nei territori occupati che soddisfacevano criteri di "arianità". Per aumentare rapidamente il volume del patrimonio genetico ariano, Himmler aveva deciso di cercare fuori dalle frontiere del Reich i fanciulli che presentavano tutti i caratteri del fenotipo nordico, di condurli in Germania e di germanizzarli culturalmente. Fu così che una vasta impresa di trafugamento di bambini fu organizzata a partire dal 1940.

Nell'opera furono utilizzati elementi dei corpi militari poco avvezzi alle misurazioni antropologiche. Solo in seguito i bambini venivano analizzati da uno staff scientifico delle SS. I bambini rapiti "per errore" venivano inviati nei campi di sterminio o trasferiti in istituzioni dove venivano eliminati tramite iniezioni velenose. Si ritiene che siano stati circa 250.000 i bambini trafugati dai nazisti in Polonia ed in altre regioni dell’Europa nord-orientale. Di essi solo un decimo, finita la guerra, torneranno a casa. Molti resteranno in Germania presso le loro famiglie adottive. Di molti, ancora, si perderà ogni traccia.

 



 
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